giovedì 30 aprile 2009

Intese ovunque ma non a Passirano


Il movimento per l'Italia affiancherà in molte realtà nazionali il PDL e la Lega alle prossime elezioni amministrative, nonostante cio' visto che il rispetto del territorio è alla base del nostro movimento e i referenti sono in primis le persone che debbono valutare come approcciarsi alle elezioni ammministrative, non ci sarà alcun supporto da parte nostra alla lista che il PDL e la lega stanno tentanto di costruire.
La scelta è derivata dopo una serie di incontri avuti con il PDL locale dove il nostro gruppo, nonostante le nostre buone intenzioni, è stato criticato e mal gradito.
Non potevamo accettare come interlocutore un ex esponente del centrosinistra, oggi accasato nella compagine di Forza Italia, che avevamo attaccato e criticato in più di una situazione quando era amministratore per conto della lista "insieme nel centrosinistra".
Non potevamo accettare che la scelta del candidato sindaco piombasse dall'alto proposta da personaggi politici che non conoscono l'ambiente territoriale passiranese che propongono nomi in quanto "amici" e di metodiche illiberali per ottenerne il sostegno della base.
Ci sarebbero altre cose da denunciare, ma a questo punto non si trattano più di nostri problemi in quanto non possiamo condividere un percorso comune in un progetto amministrativo dopo questi presupposti.

martedì 14 aprile 2009

Domenica 19/04/09 Camignone


Domenica 19/04/09
Ore 9-12
Camignone Piazzale antistante la chiesa
GAZEBO MOVIMENTO PER L'ITALIA

lunedì 6 aprile 2009

Gli accordi sono fatti...e a Passirano?

giovedì 26 marzo 2009

MPI Passirano sbarca su facebook


Il movimento per l'Italia Passirano sbarca anche su facebook con un gruppo sul quale incontrarsi conoscersi e proporre idee per migliorare il proprio paese

Clicca sull'immagine in alto per visitare e iscriverti al gruppo

martedì 24 marzo 2009

Gazebo Passirano

Domenica 22/03/09
Gazebo a Passirano
CON LA GENTE, NOI CI SIAMO!












lunedì 9 marzo 2009

bresciaoggi 8/03/09

GIUSTIZIA. Petizione del Movimento per l’Italia lanciata a Brescia

Torregiani: «Sono per la pena certa»


Un bisogno di giustizia che diventa la ragione del vivere quando l’esistenza stessa è costretta su una sedia a rotelle per un fatto di sangue accaduto nel 1979. Sul finire degli anni di piombo, i Proletari armati per il comunismo, gruppo al quale apparteneva Cesare Battisti, colpiscono a morte un gioielliere, Pierluigi Torregiani e riducono all’invalidità il figlio Alberto che ora a distanza di anni porta avanti la sua battaglia per «rendere lo Stato italiano un vero Stato di diritto in cui chi ha commesso un delitto deve pagare fino in fondo la pena stabilita». Non la mera applicazione di condanne cieche. «Non si vuole mettere la gente in carcere e buttare le chiavi - dice Diego Zarneri vicesegretario nazionale del Movimento per l’Italia -. Con la nostra petizione chiediamo solo la certezza della pena, ma siamo tutti d’accordo con i progetti di recupero dei criminali. Chi esce dal carcere dopo aver scontato la condanna - aggiunge - deve essere un cittadino onesto».
La petizione del movimento è stata presentata ieri a Brescia. Nel MpI Alberto Torregiani è diventato responsabile nazionale del dipartimento giustizia all’interno di un contesto storico particolarmente «caldo». Non si parla più di terrorismo rosso o nero ma del senso di sfiducia che la gente nutre nei confronti dello Stato, sempre più spesso visto, secondo Torregiani, come soggetto debole e incapace di difendere gli onesti.
«È ora di finirla con gli sconti di pena, gli abbonamenti e le riformine - precisa Torregiani -. Non crediamo nell’aumento delle pene perché quello che prevede il codice penale è sufficiente. Si chiede di applicare fino in fondo la legge». Secondo Torregiani, l’Italia è diventata un paese che richiama delinquenti proprio per l’incertezza dell’applicazione del diritto. «Chi viene da noi sa che se commette uno stupro o una rapina nel giro di sei mesi è fuori dal carcere». Nella petizione popolare presentata dal gruppo di Daniela Santanchè i punti focali si concentrano in particolare sull’effettività della pena detentiva per reati di omicidio, lesioni personali gravi e violenza sessuale, con un inasprimento della sanzione nel caso in cui questi delitti siano compiuti nell’ambito familiare o contro minori, anziani, donne e conviventi. Nel testo della petizione si chiede che la concessione di benefici sia ridotta in modo significativo e tenga conto in via prioritaria delle imprescindibili esigenze di tutela della sicurezza e della incolumità delle persone offese.
L’Mpi propone inoltre l’introduzione di condanne per dolo o colpa grave a carico della magistratura. «Anche chi governa deve essere gente onesta senza condanne a carico - aggiunge Torregiani -. Altrimenti quale fiducia può dare ai cittadini?». Sul caso Battisti, una riflessione. «Lui, che in Italia dovrebbe scontare due ergastoli, è più tutelato delle persone oneste. Se l’ago della bilancia penderà in suo favore, la giustizia avrà perso».

domenica 8 marzo 2009

Articolo Giornale di Brescia 8/03/09


giovedì 26 febbraio 2009

Ero in guerra ma non lo sapevo


Sabato 7 Marzo 2009, alle ore 15.00 c/o la libreria Isengard in via Pace 7 a Brescia, Alberto Torregiani presenterà il suo libro-testimonianza "Ero in guerra e non lo sapevo" in cui rivive l’omicidio di suo padre Pierluigi Torregiani, il gioielliere ucciso il 16 febbraio 1979 dai Proletari armati per il comunismo, la formazione clandestina alla quale apparteneva il terrorista rosso Cesare Battisti.

Saranno presenti Diego Zarneri, Fabio Faustini e Roberto De Giuli.

info.
Telefono:
3402503683
E-mail:

martedì 17 febbraio 2009

ESPRIMIAMO SOLIDARIETÀ ALLA SINISTRA…

Potrà sembrare strano, ma la lettera al Direttore della sig.ra Maria Buizza del 26/01/09 trova ampia e piena
solidarietà da parte nostra e riteniamo sia da puntualizzare che questa è la realtà dell’amministrazione che
sta governando Passirano; il Consigliere soffre nel non potere essere se stessa dal punto di vista politico e
insieme a lei i suoi “compagni” di viaggio.
Il ritenere una semplice “bega” tra partiti la fallimentare gestione di questa amministrazione è però pura
ipocrisia.
Ci si rende conto tardi che l’insieme delle componenti di questa coalizione si sono mal sopportate durante
tutta la legislatura con il solo fine di mantenere il proprio status quo.
Le parole della sig.ra Buizza sono una dimostrazione tangibile di questo disagio ”... Forse per ingenuità, non
ci accorgevamo che lentamente, ma inesorabilmente, lo spirito che doveva unire la maggioranza diventava
sempre più debole e ad esso subentrava la paura. Paura da parte di chi ci dirigeva di perdere consensi,
paura di essere chiari verso la gente, paura di far sapere…” e testimoniano l’attaccamento alla poltrona
senza il minimo interesse verso i problemi reali dei cittadini; resistere a tutti i costi, sembra questo il motivo
conduttore di questa amministrazione.
Amministrare con la paura determina quella staticità gestionale che ha impedito alla nostra comunità di
poter sviluppare anche il più semplice dei progetti.
Il prendersi carico della gestione di un comune non comporta necessariamente proseguire a tutti i costi; ci
si può rendere conto di avere delle difficoltà. Salire su di un piedistallo, come ha fatto l’attuale
maggioranza, pensando di avere in mano la verità assoluta è stato un errore che non viene pagato dai
politici ma da tutti cittadini. I segni di apertura non sono indice di debolezza, ma di lucidità politica; questo
ci saremmo aspettati dalla maggioranza nei confronti di tutte le altre forze politiche. Purtroppo solo ora la
componente di sinistra si rende conto che il neo costituito PD, anche con la compiacenza di quest’ultima,
ha creato una staticità amministrativa determinando una gestione approssimativa del comune.
E’ troppo tardi per fare mea culpa e a giugno, nonostante il fallimento del progetto, pensano di
ripresentarsi, ma il loro quadro politico di desolante e completa disgregazione da origine a molteplici
perplessità.
E’ il caso di rimettere Passirano nelle loro mani?
Il cambiamento è ormai una necessità se vogliamo che il nostro paese possa guardare al futuro con
concretezza e serenità.

Massimo Milini
Neo Responsabile MPI Passirano
Fabio Faustini
Responsabile Politico MPI Brescia

lunedì 9 febbraio 2009

10 febbraio




Il 10 febbraio la Repubblica italiana celebra il “Giorno del Ricordo”, istituito dal parlamento per ricordare la tragedia degli italiani uccisi nelle foibe e l’esodo dall’Istria, di Fiume e dalla Dalmazia di 350.000 italiani che, rinunciarono nel secondo dopoguerra, alla propria terra per dignità, per dedizione, per sacrificio, per amor di Patria. Molti di questi erano sopravvissuti ai massacri dei comunisti iugoslavi del Maresciallo Tito: le foibe, voragini naturali carsiche in cui trovarono la morte oltre 12.000 nostri connazionali aventi la sola colpa di essere italiani.
Un genocidio che incominciò nel 1943 e continuò oltre la fine della guerra. Migliaia di nostri connazionali vennero presi dalle loro case e tolti all’affetto dei propri cari. Vennero trascinati sull’orlo delle foibe, legati a gruppi di venti con del filo spinato ai polsi e alle caviglie e gettati ancora vivi in queste cavità naturali profonde centinaia di metri, trascinati dal peso dei primi del gruppo ai quali veniva sparato a bruciapelo.
Fu così che le foibe istriane vennero trasformate dal terrore indiscriminato operato dai comunisti iugoslavi in un macabro cimitero senza croci per italiani.
Nel "Giorno del Ricordo" rinnoviamo la memoria della tragedia delle foibe e dell’esodo di quegli italiani che abbandonarono tutto: case, averi, terreni, barche da pesca, pur di non trascorrere il resto della loro vita nel “paradiso” comunista di Tito.